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Superfici per mobili, superfici in marmo, pietre naturali, rivestimenti, laminati, legno, piani di lavoro e top cucine.

Furnishing Surfaces è il portale professionale dedicato al mondo delle superfici per mobili, pensato per architetti, interior designer, mobilieri e aziende del settore arredo. Al suo interno trovi un’ampia selezione di prodotti, rivestimenti, materiali tecnologici, finiture decorative e superfici innovative per cucine, mobili, pareti e ambienti contemporanei.

Attraverso schede aziendali, cataloghi scaricabili, articoli tecnici e video, il portale ti guida alla scoperta delle migliori soluzioni per l’interior design, con un focus costante su tendenze, novità di prodotto e tecnologie per l’arredamento.

Le superfici sono organizzate in sei categorie tematiche, pensate per agevolare la consultazione e la ricerca:

- Superfici in pietra naturale, per top cucina e dettagli architettonici di pregio
- Superfici melaminiche, versatili e decorative, ideali per il mobile moderno
- Superfici in laminato, resistenti e funzionali per ambienti ad alto utilizzo
- Superfici in legno, naturali, impiallacciate o tranciate per progetti su misura
- Materiali tecnologici, come solid surface, HPL, ceramiche tecniche e materiali compositi
- Truciolari, soluzioni strutturali per l’industria del mobile

Ogni categoria include prodotti, brand, cataloghi e contenuti redazionali per aiutarti a selezionare i materiali più adatti a ogni esigenza progettuale.

Furnishing Surfaces: il punto di riferimento online per chi lavora con i materiali del futuro.
Marmo Arredo e Laura Cabbia: Wabi Sabi, il tavolino in marmo lavorato a waterjet

Trasformare l'imperfezione in un elemento progettuale, esplorando il rapporto tra tecnologia e comportamento naturale della pietra. È il principio alla base di Wabi Sabi, il tavolino di design in marmo realizzato da Marmo Arredo in collaborazione con la designer Laura Cabbia, fondatrice di LRA.form.

Il progetto è stato presentato a EDIT Napoli 2026, dal 9 all'11 ottobre presso il Complesso de La Santissima, nell'ambito dell'iniziativa dedicata ai designer emergenti under 30. Wabi Sabi nasce da una sperimentazione sulla lavorazione del marmo con tecnologia waterjet, utilizzata in modo non convenzionale per ottenere superfici e profili volutamente irregolari.

Il risultato è un complemento d'arredo dalla presenza scultorea, in cui le caratteristiche naturali del materiale e gli effetti del processo produttivo contribuiscono a definire l'identità dell'oggetto.

Taglio waterjet del marmo: dalla precisione alla sperimentazione

Il cuore del progetto Wabi Sabi è l'utilizzo sperimentale del taglio waterjet, una tecnologia che impiega un getto d'acqua ad altissima pressione per la lavorazione dei materiali. Generalmente associato alla sezionatura di precisione, in questo caso il processo viene applicato a uno spessore importante di marmo per ottenere un risultato differente da quello normalmente ricercato nelle lavorazioni lapidee.

L'azione del getto d'acqua genera una svasatura naturale del profilo, accompagnata da irregolarità e fratture. Questi effetti, che in un processo tradizionale potrebbero essere considerati difetti, diventano invece parte integrante del progetto.

La lavorazione non mira quindi a ottenere un bordo perfettamente uniforme, ma a valorizzare il comportamento della pietra sottoposta all'azione del waterjet. Wabi Sabi esplora così una diversa interpretazione della tecnologia applicata al marmo, utilizzando le caratteristiche del processo produttivo come strumento espressivo.

Marmo Versilys: venature naturali e lavorazione della pietra

Per realizzare il tavolino, Laura Cabbia ha scelto il marmo Versilys, una pietra caratterizzata da una base chiara attraversata da delicate venature grigie. L'aspetto sobrio del materiale permette di mettere in evidenza le trasformazioni generate dal taglio ad acqua.

La superficie naturale del marmo dialoga con i profili irregolari, creando un contrasto tra la continuità delle venature e le variazioni prodotte dalla lavorazione. La scelta del materiale assume quindi un ruolo centrale nel progetto: non soltanto per le sue caratteristiche estetiche, ma anche per il modo in cui reagisce al processo di trasformazione. Poiché ogni blocco di marmo presenta caratteristiche naturali differenti, l'interazione con il waterjet contribuisce a rendere ogni pezzo diverso dagli altri.

Filosofia Wabi Sabi e design: l'imperfezione come valore estetico

Il nome del progetto richiama la filosofia giapponese Wabi Sabi, che riconosce un valore estetico nell'imperfezione, nella transitorietà e nell'unicità. Applicato al design delle superfici e degli oggetti, questo approccio invita a considerare le variazioni della materia non necessariamente come anomalie da eliminare, ma come caratteristiche capaci di raccontare il processo di realizzazione.

Nel tavolino progettato da Laura Cabbia, il principio prende forma attraverso l'incontro tra due componenti: la variabilità naturale del marmo e l'imprevedibilità degli effetti prodotti dalla lavorazione. Le irregolarità diventano così un elemento distintivo, contribuendo a definire il carattere scultoreo dell'oggetto.

Wabi Sabi interpreta il design in marmo attraverso una ricerca che non nasconde le trasformazioni della materia, ma le rende visibili e riconoscibili.

Tavolini scultorei in marmo: il rapporto tra materia e forma

Il progetto Wabi Sabi si inserisce nella ricerca contemporanea sui complementi d'arredo in pietra naturale, in cui il materiale non viene utilizzato soltanto come superficie decorativa, ma partecipa direttamente alla definizione della forma. Nel tavolino, il marmo assume una presenza scultorea grazie alle variazioni del profilo generate dal processo di taglio.

L'aspetto finale nasce quindi dal dialogo tra intenzione progettuale e comportamento del materiale, senza ricercare una completa uniformità del risultato. Questa sperimentazione evidenzia come le tecnologie di lavorazione lapidea possano essere utilizzate anche per sviluppare nuovi linguaggi formali nell'interior design.

Marmo Arredo: ricerca e tecnologie per la lavorazione della pietra naturale

La collaborazione con Laura Cabbia si inserisce nell'attività di ricerca di Marmo Arredo, azienda italiana specializzata nella lavorazione e trasformazione di marmi, graniti e materiali compositi per l'architettura e l'arredamento. Fondata nel 1981 in Veneto da Domenico Luigi Scapin, l'azienda sviluppa soluzioni per il settore dell'interior design, dalla produzione di top cucina in pietra alla realizzazione di superfici su misura e pezzi personalizzati.

L'esperienza produttiva viene affiancata alla sperimentazione su materiali e tecnologie, con l'obiettivo di ampliare le possibilità di trasformazione della pietra naturale. Marmo Arredo fa parte di Scapin Group, che riunisce anche i marchi Quartzforms® ed Eulithe®. Con Wabi Sabi, la collaborazione tra designer e azienda mostra come la conoscenza tecnica dei processi possa contribuire allo sviluppo di nuove forme espressive, trasformando la lavorazione del marmo in una componente centrale del progetto.

EDIT Napoli 2026: il design emergente incontra la lavorazione del marmo

La presentazione di Wabi Sabi a EDIT Napoli 2026 rappresenta un'occasione di confronto tra ricerca progettuale e competenze manifatturiere. Laura Cabbia, fondatrice di LRA.form, ha sviluppato il progetto nell'ambito della open call dedicata ai designer emergenti under 30, affiancata da Marmo Arredo nella fase di realizzazione.

Il tavolino racconta una modalità di collaborazione nella quale il processo produttivo non interviene soltanto per tradurre un disegno in un oggetto, ma contribuisce direttamente alla sua definizione. L'esperienza di Wabi Sabi apre così una riflessione sulle nuove possibilità di lavorazione del marmo per il design, mostrando come una tecnologia di precisione possa essere reinterpretata per valorizzare l'unicità della materia.

 

Che cos'è Wabi Sabi di Marmo Arredo?

Wabi Sabi è un tavolino scultoreo in marmo Versilys progettato da Laura Cabbia e realizzato in collaborazione con Marmo Arredo, presentato a EDIT Napoli 2026.

Come viene utilizzata la tecnologia waterjet nel progetto Wabi Sabi?

Il taglio waterjet viene applicato a uno spessore importante di marmo per generare volutamente svasature, irregolarità e fratture lungo il profilo, trasformando gli effetti della lavorazione in elementi estetici.

Quale marmo è stato scelto per Wabi Sabi?

Il progetto utilizza il marmo Versilys, caratterizzato da una base chiara con delicate venature grigie.

Chi è la designer del tavolino Wabi Sabi?

Il tavolino è stato progettato da Laura Cabbia, fondatrice del brand LRA.form, e realizzato con la collaborazione tecnica e produttiva di Marmo Arredo.

Perché il progetto si chiama Wabi Sabi?

Il nome richiama la filosofia estetica giapponese che valorizza imperfezione, transitorietà e unicità. Nel progetto questi principi si esprimono attraverso le irregolarità della pietra e gli effetti del taglio waterjet.

 

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